Francigena, fuori i mercanti

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Di Franco Cardini, su Avvenire

Si torna con entusiasmo, in queste settimane, a parlare di Via Francigena. La cosiddetta “Francigena” (cioè la via che veniva dalla Francia o che vi andava, e sulla quale transitavano i pellegrini franci, vale a dire “ultramontani”) era in realtà un fascio di sentieri che si riuniva solo in certi punti obbligati – passi montani, ponti, guadi, sorvegliati regolarmente da ospizi – e che, dalle Alpi occidentali attraverso Val d’Aosta e Piemonte, giungeva fino a Roma per proseguire da lì, prevalentemente seguendo i tracciati delle antiche vie consolari Appia e Traiana, fino ai porti pugliesi.

In realtà, si trattava del tratto italiano dell’itinerario – percorso da pellegrini: ma non soltanto da loro – che collegava nel Medioevo i massimi centri di pellegrinaggio – le città-santuario di Santiago di Compostela, di Roma, di Costantinopoli e di Gerusalemme – raccordandoli attraverso un capillare sistema di itinerari e diverticoli “minori” ad altri santuari, centri di culto soprattutto (ma non solo) mariani e micheliti. Trattarla da “itinerario” rigido, come se si trattasse di una strada romana o di una moderna autostrada, è pertanto assurdo: bisogna ricorrere al concetto di “area di strada”, elaborato anni fa dal grande medievista piemontese Giuseppe Sergi, per rendersi conto della sua importanza territoriale che interessava per intero le regioni attraversate. Ma né Sergi, né altri studiosi competenti (e la competenza dei quali è verificabile dal loro magistero universitario pubblicamente garantito) sono mai stati interrogati – se non episodicamente – dai politici e dagli “operatori massmediali” che da anni ormai si occupano di Francigena e che si sono letteralmente spartiti, fagocitandoli e disperdendoli, montagne di denaro pubblico quasi sempre in spregio alla storia e alla fede, favorendo magari agriturismi, albergatori, produttori di specialità alimentari e teatranti; e dimenticando altresì i veri sodalizi di autentici pellegrini, che ci sono ancora e che percorrono numerosi a piedi o in bici quella strada, spesso male o per nulla segnalata (a Monteriggioni in Toscana esiste un deposito di cartelli indicatori, costosissimi e mai collocati nelle loro sedi viarie).

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