Quando

17 e 18 Settembre 2016

Ritrovo

Pontificio seminario lombardo

Partenza

Basilica di Santa Maria Maggiore

Arrivo

Basilica di San Pietro

Pellegrinaggio giubilare delle Sette chiese / Roma 17-18 settembre 2016

Nell’ambito del Giubileo della Misericordia la Confraternita di San Jacopo di Compostella si fa promotrice di un pellegrinaggio giubilare alle Sette Chiese rivolto ai pellegrini a Roma, Santiago, Gerusalemme, Assisi, Loreto, Monte Sant’Angelo, o a qualsiasi altro santuario. A coloro cioè che hanno realizzato un’esperienza di autentico pellegrinaggio cristiano sulle antiche vie dello spirito e che hanno continuato a mantenere vivo il legame con questa realtà.

Il pellegrinaggio è aperto in ogni caso a tutti coloro che vogliono in tal modo compiere una devozione che tradizionalmente è sempre stata strettamente legata all’evento giubilare.

Il pellegrinaggio è articolato in maniera tale che durante la visita alle Sette Chiese ci siano momenti di preghiera e di riflessione. Sarà anche occasione per condividere tra pellegrini e persone provenienti da luoghi ed esperienze diverse un’iniziativa in comune che ci auguriamo possa essere intensa e formativa.

Questo pellegrinaggio alle Sette Chiese vuol essere anche un contributo concreto, visibile e convinto al Giubileo della Misericordia da parte del mondo dei pellegrini che in tal modo vogliono apportare all’evento i principi e i valori che hanno conosciuto e vissuto in cammino.

Riteniamo infine possa essere un buon motivo per continuare a vivere insieme lo spirito del pellegrinaggio sul quale ci siamo formati e attraverso il quale si è creato in tutta Europa e nel mondo il gran popolo di pellegrini che, sempre di più, vuol far sentire forte e chiara la propria voce.

Scarica locandina

IL GIRO DELLE 7 CHIESE / la storia e i luoghi del pellegrinaggio

Roma è meta finale e città di transito, che unisce le peregrinationes majores: Santiago e Gerusalemme, che tornano ad unirsi grazie alla riapertura degli antichi tracciati, percorsi da pellegrini sempre più numerosi.
Ma è anche città santa all’interno della quale, oggi si può svolgere un pellegrinaggio secondo itinerari urbani, per vivere l’anima cristiana e santa di Roma da pellegrini e non da turisti.
Tra questi percorsi è il giro delle Sette Chiese, un pellegrinaggio che tradizionalmente compivano i pellegrini arrivati a Roma, ripreso poi da San Filippo Neri in solitudine o con qualche saltuario accompagnatore e che nel 1559 era diventata una consuetudine devozionale radicata nel sentimento religioso del popolo romano.
Nei giorni del carnevale romano infatti, proprio per distogliere i fedeli dalle “seduzioni” che offriva la festa, il Sacerdote fiorentino Filippo Neri, seguito da un gruppo sempre eterogeneo e numeroso di persone, si avviavano cantando “vanità di vanità, tutto il mondo è vanità”, in una lunga “passeggiata” che toccava i luoghi di culto più importanti della Città Santa.
Il pellegrinaggio era diviso in due giornate e in genere comprendeva le chiese di San Pietro, San Paolo, San Sebastiano, San Giovanni in Laterano, Santa Croce in Gerusalemme, San Lorenzo Fuori le Mura, Santa Maria Maggiore.

In foto, una stampa d’epoca che raffigura le 7 Chiese e, in ordine da sinistra a destra, le Basiliche di: Santa Maria Maggiore, S. Lorenzo al Verano, Santa Croce in Gerusalemme, San Giovanni in Laterano, San Sebastiano fuori le mura, San Paolo fuori le mura, San Pietro in Vaticano.

Alt

Alt image

Alt

Alt image

La Confraternita di San Jacopo / il culto dell'Apostolo Giacomo

La Confraternita di San Jacopo di Compostella è stata fondata a Perugia il 29 settembre 1981 da un gruppo di pellegrini che intendevano mantenere il ricordo del loro pellegrinaggio a Santiago e recuperare la tradizione di una precedente confraternita compostellana presente in città fin dal Trecento.

A questo primo nucleo si sono aggiunti presto pellegrini da tutta Italia, tanto da configurarla sempre di più come un’istituzione che ha la sede storica a Perugia, ma con articolazioni su tutto il territorio nazionale e all’estero, in particolare in Spagna. Nel 1989 ha ottenuto il riconoscimento ecclesiastico – Decreto di Erezione Canonica del 20 aprile 1989 a norma del can.322 De Christifidelium consociationibus publicis, divenendo soggetto di diritto canonico.

Le finalità della Confraternita sono quelle di promuovere il culto dell’Apostolo Giacomo, la pratica del pellegrinaggio, l’assistenza ai pellegrini e la formazione spirituale dei propri confratelli. Guida la Confraternita un Rettore coadiuvato da un Consiglio dei Priori e da un Cappellano che ne dirige la vita spirituale. Rettore della Confraternita è Paolo Caucci von Saucken. I Confratelli si distinguono in confratelli ordinari che sono coloro che svolgono le attività ordinarie della Confraternita (culto, assistenza, promozione del pellegrinaggio, opere di carità e di servizio cristiano) e in confratelli pellegrini che sono coloro che, oltre a questo, hanno compiuto il pellegrinaggio a Santiago de Compostela. Laddove esiste un numero importante di confratelli o attività specifiche da svolgere la Confraternita agisce attraverso Capitoli, retti da un Priore.

La Confraternita dispone di un oratorio (Perugia, Via francolina, 7). Possiede ed amministra sul Cammino di Santiago l’ Hospital de San Nicolás (Itero del Castillo, Burgos), dove, da Maggio ad Ottobre, realizza l’accoglienza dei pellegrini. Sulla Francigena, con le stesse finalità e gli stessi criteri, gestisce lo Spedale di San Pietro e Giacomo (Radicofani, Siena) e a Badia a Isola (Siena) quello dei SS. Cirino e Giacomo. A Roma ha istituito dal 2006 lo Spedale della Provvidenza di San Giacomo e San Benedetto Labre, ( Via dei Genovesi 11/b, www.pellegriniaroma.it), aperto tutto l’anno. Nel 2015 è stato aperto lo Spedale di San Francesco e Giacomo ad Assisi ( via degli Episcopi, 1 ). Nei cinque Spedali si pratica il servizio di accoglienza cristiano e gratuito. Dal 1 settembre 2016 ad experimentum, verrà aperto uno Spedale per pellegrini a Gerusalemme. Alla Confraternita è associata la Fraternità degli ospitalieri a Roma, Santiago e Gerusalemme composta da Ospitali e ospitalieri che condividono gli stessi principi.

Progetto strategico della Confraternita è quello di unire in un unico itinerario, percorribile nei due sensi Santiago, Roma e Gerusalemme. A tale scopo, vicino alla ricerca scientifica, ha promosso e promuove numerosi “pellegrinaggi di Confraternita”, per saggiare possibilità, difficoltà e problematiche di tale itinerario. In tale prospettiva ha definito, testato e descritto in Terrasanta, la Via di Acri al Santo Sepolcro e in Italia i principali itinerari di pellegrinaggio, pubblicando a cura dei propri membri le corrispondenti guide.

La Confraternita edita la collana di pubblicazioni “Finisterre” che raccoglie memorie di viaggio, guide e saggi sulla spiritualità del pellegrinaggio e pubblica la rivista “Santiago” che invia ai propri confratelli ed ai membri del Centro Italiano di Studi Compostellani al quale è associata. Possiede un proprio sito internet www.confraternitadisanjacopo.it nel quale dà a conoscere notizie ed informazioni sul pellegrinaggio.

La Confraternita è autorizzata a rilasciare, a coloro che intendono compiere il pellegrinaggio con motivazioni religiose, la Credenziale del pellegrino documento indispensabile per essere accolti nelle strutture di accoglienza per pellegrini e per ottenere, dalla cattedrale di Santiago, la Compostela, documento che attesta il compimento del pellegrinaggio. Con gli stessi criteri rilascia credenziali per raggiungere Roma, Gerusalemme, o qualsiasi altro luogo santo.

La Confraternita ha sede in Via Francolina 7, Perugia, ma utilizza per le attività di informazione e divulgazione i locali che condivide con il Centro italiano di studi compostellani siti in Via Ritorta 22, (corrispondenza e accesso da Piazza IV novembre 6), 06123 Perugia, tel.075 5736381; 340 7597549, e.mail centro.santiago@unipg.it

Anno Santo Della Misericordia / Anno Giubilare

Il Papa ha voluto aprire per la chiesa un anno di giubileo sotto il segno della misericordia. Se ogni anno santo, in realtà, ha avuto come propria ragione la grazia dell’offerta di un perdono certo e universale – e perciò di un’esperienza singolare dell’amore misericordioso del Signore – l’invito fatto stavolta dal vescovo di Roma è quello di approfittare di questo tempo per ricentrare la nostra vita di singoli battezzati e delle comunità cristiane a partire dal centro della nostra fede, che é appunto la rivelazione e la conoscenza di Dio che é misericordia, rinnovando il nostro rapporto con Gesù, volto concreto della Misericordia di Dio.

Non si tratta, perciò, soltanto di celebrare una buona confessione – anche questo, certamente – quanto di approfittare di questo pellegrinaggio e ancora del tempo a venire (fino alla scadenza di fine novembre) per rimettere il giusto ordine nella nostra vita, entrando ancora una volta dentro ai gesti, ai pensieri e ai sentimenti di Cristo Gesù (cfr. Fil 2, 5-11).

Abbiamo bisogno di respirare, di tanto in tanto, quel senso di ripresa, di nuova vita, in cui tutto ritrova il suo senso e la sua bellezza – intima e trascendente. Quei respiri, quando sono profondi (cioè non affrettati o estenuati da altre cose da fare) e prolungati ( dunque non occasionali, ma ripetuti a lungo) sospingono la vita in avanti e mettono in comunione con lo Spirito di Dio che riempie l’universo e fa nuove tutte le cose. Vivere ogni istante della nostra vita, grazie a lui, in comunione con Gesù Cristo è la salvezza: la vita buona e bella che ogni cuore cerca e che desidera duri per sempre.

1. Testo biblico per prepararsi al pellegrinaggio

Si spiega così la scelta del brano proposto come testo di meditazione in preparazione al pellegrinaggio, tratto da 2 Cor 5, 14-21:

«Poiché l’amore del Cristo ci spinge, al pensiero che uno è morto per tutti e quindi tutti sono morti. Ed egli è morto per tutti, perché quelli che vivono non vivano più per se stessi, ma per colui che è morto e risuscitato per loro. Cosicché ormai noi non conosciamo più nessuno secondo la carne; e anche se abbiamo conosciuto Cristo secondo la carne, ora non lo conosciamo più così. Quindi se uno è in Cristo, è una creatura nuova; le cose vecchie sono passate, ecco ne sono nate di nuove. Tutto questo però viene da Dio, che ci ha riconciliati con sé mediante Cristo e ha affidato a noi il ministero della riconciliazione. É stato Dio infatti a riconciliare a sé il mondo in Cristo, non imputando agli uomini le loro colpe e affidando a noi la parola della riconciliazione. Noi fungiamo quindi da ambasciatori per Cristo, come se Dio esortasse per mezzo nostro. Vi supplichiamo in nome di Cristo: lasciatevi riconciliare con Dio. Colui che non aveva conosciuto peccato, Dio lo trattò da peccato in nostro favore, perché noi potessimo diventare per mezzo di lui giustizia di Dio».

Non solo il servizio dell’ospitalità, o più in generale i gesti di carità, ma tutta la nostra esistenza prende forma dal pensiero della morte di Cristo, avvenuta perché noi non viviamo più per noi stessi, ma per colui che è morto e risuscitato per noi.

La misericordia coincide con il dono di sé perché sia generata la vita in altri. Dio è in se stesso questo dono di sé che genera vita: per questo si può affermare che egli “è amore” (1 Gv 4,8). L’Antico testamento utilizza, tra gli altri, due termini per esprimere la misericordia di Dio. Uno è Ḥesed, cioè una tenerezza intessuta di fedeltà, che si manifesta negli eventi che Dio governa, nel suo essere all’opera. È il motore che porta avanti la storia, dunque la creazione, la liberazione, l’agire in termini di provvidenza (cfr. Sal 136,1.5-7.10-12.25-26).

L’altro termine è il verbo Raḥam (a sua volta dal termine Reḥem, che corrisponde all’organo capace di gestare la vita, l’utero: cfr. Es 34, 5-7). Questo termine collega l’opera di Dio alle Sue viscere, con ultimo riferimento a quelle viscere tutte femminili che intessono la vita. In questo senso la misericordia risulta essere un’attività rigenerante, che ri-crea.

Vivendo di questa misericordia è possibile essere continuamente rifatti nuovi, rigenerati: come annuncia Paolo, le cose vecchie passano e ne nascono di nuove.

Il nostro compito consiste nel lasciar accadde questa novità e nell’accogliere questo dono, che non lascia tutto come prima, ma fa nuova ogni cosa. L’Apostolo chiama questo rapporto tra noi e Dio “riconciliazione”: non c’è relazione nella nostra vita che non venga trasformata quando è vissuta insieme al Signore.

2. Una novità di vita, cioè una riconciliazione

La grazia dell’anno santo consiste nella possibile novità di una riconciliazione, sostenuta dall’azione misericordiosa di Dio, che tocca tutti gli ambiti della nostra esistenza, nella concretezza delle relazioni dalle quali essa é intessuta: quella con i nostri familiari, con la nostra comunità, con le ingiustizie patite o inflitte, con coloro di cui quotidianamente siamo il prossimo. «Quando la vita interiore si chiude nei propri interessi non vi è più spazio per gli altri, non entrano più i poveri, non si ascolta più la voce di Dio, non si gode più della dolce gioia del suo amore, non palpita l’entusiasmo di fare il bene. Anche i credenti corrono questo rischio, certo e permanente. Molti vi cadono e si trasformano in persone risentite, scontente, senza vita. Questa non è la scelta di una vita degna e piena, questo non è il desiderio di Dio per noi, questa non è la vita nello Spirito che sgorga dal cuore di Cristo risorto» (Evangelii gaudium, n.2).

Di fronte al rischio di ridurre anche la misericordia a un sentimento, bello, nobile ed interiore, siamo chiamati a convertirci alla natura propria della misericordia, che attraverso la sua attività genera o ri-genera continuamente la vita. L’atto divino di creare dal nulla si riflette nell’atto della misericordia, nella sua benevolenza, che cambia la vita della persona, non soltanto facendola pervenire ad un sentimento di accoglienza o di interiore compassione: nei Vangeli, infatti, vediamo che quando Gesù ha compassione conseguentemente opera, sempre! (Mt 9,36s; 14,14; 15,32; Mc 1,41; Lc 7,13s).

Possiamo così approfittare di questo Anno santo per riconciliarci con Cristo, mendicando la grazia della sua misericordia, lasciandola agire come sorgente di una novità di vita e di gesti.

Per la sua risurrezione Gesù non è un avvenimento del passato, ma un nostro contemporaneo, presente qui e ora nella sua concreta umanità che egli stesso ha insegnato essere riconoscibile nei “suoi fratelli più piccoli” (Mt 25,40.45). Questa espressione designa innanzitutto la Chiesa – che rimane il suo corpo misterioso – ma anche i poveri, chiunque si trova in situazione di bisogno, e più in generale coloro dei quali siamo i prossimi.

Le nostre riconciliazioni passeranno di qua.

Programma completo / tutte le tappe del pellegrinaggio

RITROVO

Registrazione partecipanti presso il Pontificio seminario lombardo sito in Piazza di S. Maria Maggiore 5.

INGRESSO A S. MARIA MAGGIORE

Ingresso nella Basilica di Santa Maria Maggiore - Attenzione: ULTIMO INGRESSO UTILE.

SANTA MESSA

Celebrazione della Santa Messa.

COSTITUZIONE GRUPPI

Divisione dei partecipanti in gruppi presso Piazza di S. Maria Maggiore.

INIZIO PELLEGRINAGGIO

Cena al sacco presso la piazza antistante il Rettorato della città universitaria “La Sapienza”; si toccheranno nell’ordine le seguenti Basiliche: S. Lorenzo al VeranoSanta Croce in GerusalemmeSan Giovanni in LateranoSan Sebastiano fuori le muraSan Paolo fuori le muraSan Pietro in Vaticano.

PRIMA COLAZIONE

Prima colazione presso il vicino Terminal Gianicolo sito in Via Urbano VIII, 16.

CONGEDO

Termine del pellegrinaggio e congedo.
Scarica Pdf

PROMEMORIA / ti ricordiamo:

ORARI PELLEGRINAGGIO

15:00 – Ritrovo
17:30 – Ingresso S. Maria Maggiore
18:00 – Celebrazione S. Messa
19:00 – Costituzione gruppi
19:40 – Inizio pellegrinaggio
07:00 – Fine pellegrinaggio
08:30 – Prima colazione
10:00 – Congedo

COSA BISOGNA PORTARE

Zaino
K-Way
Poncho/Ombrello
Scarpe comode
Cena al sacco – Sabato sera

PACCHETTO ISCRIZIONE

File PDF del percorso
Libretto delle preghiere e dei canti
Prima colazione
Gadgets pellegrinaggio
Assistenza on-line e sul posto

Assistenza medica durante il percorso

Ospitalità / dove dormire, dove mangiare

È possibile usufruire dell’ospitalità di strutture che offrono i propri servizi di vitto e alloggio ai pellegrini che arriveranno a Roma in occasione del pellegrinaggio: un’ospitalità offerta secondo i canoni del vero pellegrinaggio, che si sottrae alle logiche commerciali che spesso circondano i luoghi santi della Capitale, il cui elenco è scaricabile cliccando sul pulsante in basso.

ISCRIZIONI CHIUSE / le iscrizioni al Pellegrinaggio sono chiuse

Per qualsiasi richiesta di informazioni utilizzare i contatti ed il modulo di richiesta a fondo pagina, grazie.

Richiedi Info

Ritrovo

Pontificio seminario lombardo‎
Piazza di S. Maria Maggiore, 5
00185 – Roma

Segnaposto
Segnaposto

Google Maps

Come arrivare / raggiungi il punto di partenza

Per raggiungere la Stazione Termini di Roma, a poche centinaia di metri dal Pontificio seminario lombardo - punto di ritrovo del pellegrinaggio, è possibile scegliere se arrivare in treno, aereo, pullman, se noleggiare un’auto oppure combinare tutti i mezzi per arrivare nel modo più veloce, economico e efficiente (rapporto velocità/prezzo).

Per questo segnaliamo un nuovo modo di pianificare il proprio viaggio, semplice, intuitivo e flessibile, che tiene conto di tutti i tempi necessari ad arrivare a destinazione, considerando anche quelli necessari per i collegamenti da e verso l'aeroporto o la stazione di partenza e arrivo.

GoEuro è un innovativo motore di ricerca di viaggio in grado di combinare treno, aereo, autobus e auto in un'unica ricerca: tutti i dati sono in tempo reale e convergono direttamente da più di 300 operatori di trasporto.

Per usufruire del servizio visitare il sito: www.goeuro.it

La sosta su strada intorno alla Basilica di S. Maria Maggiore è soggetta al pagamento della tariffa oraria "strisce blu": la sosta è gratuita la Domenica e nei Festivi, fatta eccezione per alcune zone. Maggiori informazioni sono disponibili sul sito dedicato del Comune di Roma.

In alternativa è possibile usufruire di parcheggi privati a pagamento a tariffa oraria e giornaliera presenti nell'area della Stazione di Roma Termini, con servizio di prenotazione online, scegliendo tra una delle proposte presenti sul portale MyParking.it.

Percorso da STAZIONE TERMINI

Percorso con i MEZZI pubblici:

  • A piedi, per 50 metri, recarsi alla fermata TERMINI (MA-MB-FS).
  • Prendere la linea 105 (STAZ.NE GROTTE CELONI) o 105L (TOR DE' SCHIAVI/CAMELIE), entrambi per 1 fermata.
  • Scendere alla fermata FARINI.
  • A piedi per 100 metri fino all'arrivo Roma Piazza di Santa Maria Maggiore, 5

Percorso a PIEDI: distanza 650 metri.

Contattaci / per la richiesta di informazioni

Per qualsiasi richiesta di informazioni è a disposizione il numero telefonico 3334644869 attivo dal lunedì al sabato dalle ore 16:00 alle 20:00.

In alternativa è possibile inviare la propria richiesta compilando il seguente modulo: TUTTI i campi sono obbligatori.

Social & Friends / in pellegrinaggio con noi

Powered by themekiller.com anime4online.com animextoon.com apk4phone.com