Molto si può dire sulla particolarità dell’ultima tappa; le riflessioni e le indicazioni che seguono sono finalizzate solo a consentire al pellegrino di scegliere il percorso che lui stesso ritiene più adatto o idoneo  per arrivare a San Pietro.

Tre le soluzioni possibili:

  1. la peggiore è quella di prendere uno dei bus o treni che vi passano accanto e andare subito a San Pietro. A prescindere dalla vostra motivazione e dalla lunghezza del cammino percorso, i panorami ed i percorsi che vi aspettano e in particolare l’affacciarsi dal Monte Mario su Roma e San Pietro sono impareggiabili ed imperdibili. Ricorderete a lungo l’emozione del sedervi sulla poltrona del pellegrino, scavata in un tronco di pino, dal Monte Mario. Lasciate perdere dunque i mezzi pubblici e ricordate che l’attraversamento di una grande città fa parte del pellegrinaggio, magari nel capitolo dei disagi.
  2. Soluzione ufficiale: è quella indicata nelle guide:

    http://www.francigenalazio.it/it/resource/statictrack/tappa-44-da-la-storta-roma/

    http://www.viefrancigene.it/le-tappe/italia/76-vf-it44-la-storta-vaticano.html

    Guida alla via Francigena, Monica D’Atti e Franco Cinti,   Terre di Mezzo ed.

IL BIVIOLasciata La Storta seguendo la Cassia, all’altezza de La Giustiniana, si gira a destra sulla via Trionfale. Un percorso su asfalto, quasi sempre su marciapiede (ma mancano almeno 800 metri); proseguite fino a via Igea (vi sono segni bianco-rossi ed anche dei curiosi segnali sul marciapiede a forma di impronta di scarpone) e nelle successive deviazioni per entrare nella Riserva Naturale di Monte Mario. Lì il percorso è ben segnato e vi porterà a due splendidi punti di osservazione di Roma e di San Pietro. Sempre seguendo le indicazioni si scende verso Viale Angelico, che vi porterà dritti a San Pietro.

 

  1. Soluzione alternativa: non è nuova e per certi versi ancora in sviluppo ma alcuni interventi realizzati dagli Enti competenti la rendono percorribile con le attenzioni descritte di seguito. E’ più lunga (circa 1500 metri) ma per 8 km si cammina in una splendida campagna, con paesaggi che fanno dimenticare di essere all’interno del GRA, l’anello autostradale che circonda Roma. Certamente è più sicuro e la maggior lunghezza è compensata dall’evitamento di semafori, attraversamenti, traffico. La mappa si trova, in modo parziale nell’immagine successiva oppure qui:  http://camminilazio-focalpoint.org/project/via-francigena-nord-percorso-di-entrata-a-roma/.

insugherataLasciata La Storta, non si gira verso la Trionfale dopo La Giustiniana, come richiesto per il percorso ufficiale, ma si rimane sulla Cassia, sul lato sinistro, provvisto di marciapiedi (ATTENZIONE: al momento -FEb. 2016- non vi sono cartelli o indicazioni specifiche).

All’altezza delle uscite dalla Cassia per il GRA, passate sul lato destro della SS2, camminate ancora per poco su un marciapiede protetto, fino al civico 1081. E’ l’ingresso del Parco dell’Insugherata.

La strada è in discesa e vi sono i segni bianco-rossi. Si gira a sinistra e si mantiene alla propria destra un fosso. Si cammina in una valle piana, spesso bordata di rovi, sempre dritto.

Attenzione ad individuare un ponte che, pur in assenza di segnali, dobbiamo attraversare per camminare ancora con la stessa direzione ma avendo il fosso a sinistra. La strada di terra battuta gira poi nettamente a destra fino ad arrivare ad una recinzione di filo spinato, dove ritroverete qualche indicazione bianco-rossa che vi aiuta a salire verso sinistra, al quartiere di Monte Mario alto.  Alla fine della salita inizia via Augusto Conti che vi porterà dritti di nuovo alla Trionfale e quindi  al percorso ufficiale, verso quella poltrona di  legno, scavata nel tronco di un pino nel Parco di Monte Mario dove i pellegrini si siedono per ammirare Roma e Sanpietro, la meta del loro lungo viaggio.

DALLA POLTRONA

NEL PARCO