La Francigena storica: Il nome “via Francigena” era utilizzato già nell’alto medio evo, per descrivere il percorso utilizzato in entrambe le direzioni dai pellegrini del nord-ovest Europa, che si recavano in visita a Roma passando attraverso le “France”, cioè i territori d’Oltralpe. Le vie di pellegrinaggio prendevano forma secondo le necessità o le devozioni dei pellegrini e i percorsi potevano variare per diverse ragioni. Le vecchie vie consolari erano spesso la soluzione migliore, ma non mancavano varianti dovute a cause concrete, come un tratto inagibile a causa del crollo di un ponte. Le varianti nascevano anche per ragioni spirituali, come la visita a un luogo santo.

Un altro elemento che rendeva dinamica la via Francigena è il fatto che i pellegrini si recavano a Roma proveniendo da diverse parti d’Europa, i percorsi perciò si ramificavano quanto più ci si allontanava da Roma. Nel corso dei secoli le vie principali si affermarono in una forma che oggi siamo in grado di ricostruire. Considerando il tratto tra Roma e le Alpi, esistevano due grandi varianti che valicavano le montagne in luoghi diversi.

  1. Quella “meridionale”: che valicava le Alpi presso il Monginevro, discendeva attraverso la Val di Susa e proseguiva in direzione di Torino. Questa variante era utilizzata da chi proveniva dalla Spagna o dalla Francia meridionale passando per Tolosa, e rappresentava la continuità con il Cammino di Santiago de Compostela.
  2. Quella “settentrionale”: che valicava le Alpi tramite il Gran S. Bernardo e penetrava in Italia attraverso la Val d’Aosta. Questa era percorsa dai pellegrini in arrivo da Inghilterra, Francia settentrionale e Paesi Bassi ed è particolarmente famosa per il celebre diario del Vescovo Sigerico, che ha raccontato il suo pellegrinaggio da Cantebury a Roma.

I due percorsi convergevano presso la città di Vercelli, per proseguire in direzione di Piacenza e Fidenza e valicare l’Appennino presso il Passo della Cisa. Si proseguiva per Pontremoli e si raggiungevano dapprima Lucca, Siena, Bolsena e Viterbo, dalla quale si giungeva infine a Roma.

La Francigena attuale: la Via Francigena di oggi è molto affascinante, per i luoghi densi di storia e bellezza che incontra, le campagne che attraversa, e la qualità dei pellegrini che la percorrono, per lo più veri appassionati. Rispetto al Cammino di Santiago, segnaletica ed ospitalità sono ancora in via di sviluppo, inoltre occorre distinguere il percorso autentico da molte imitazioni nate a scopo commerciale. Per questo un gruppo di volontari pellegrini sta segnalando la via autentica con un apposito segnale, un “piccolo pellegrino” giallo, dotato di una freccia bianca verso Roma e gialla verso Santiago.

In ogni caso è sempre importante una buona guida scritta da autori italiani, se si vogliono avere sempre le indicazioni corrette, e si vuole trovare l’ospitalità nel vero spirito del pellegrinaggio, la cosiddetta ospitalità povera per chi ha con sé sacco a pelo e materassino ed è dotato di spirito di adattamento. Questa viene offerta, a chi sia in possesso della credenziale, da parrocchie, case di vita religiosa o privati: a volte un semplice pavimento sotto un tetto, oppure un letto in una stanza o in un dormitorio. E’ buona regola apprezzare cordialmente l’ospitalità offerta senza fini di lucro, ringraziando e lasciando sempre un’offerta anche se non richiesta, per far sì che chi offre l’ospitalità continui a farlo. E’ consigliabile telefonare sempre in anticipo, avvisando del proprio passaggio possibilmente un giorno o due prima.

Per approfondimenti: vai al sito Guida Francigena